PRODOTTI TIPICI DI MONTESE

Zampanella

Nasce come cibo povero della zona, data la semplicità e la facile reperibilità degli ingredienti di base. Oggi può essere considerato un autentico prodotto da Street food.

Per preparare le zampanelle occorre avere a disposizione la grande padella di rame, il particolare fornello ed un adeguato spazio di manovra, tuttavia quasi in ogni casa di Montese c’è l’attrezzatura necessaria.

Per circa 20 zampanelle, occorre stemperare 1 kg di farina di frumento 0 con un cucchiaio di olio e l’acqua necessaria ad ottenere un composto simile ad una pastella liquida, chiamata colla. Scaldare bene la ruola, ungerla con una cotica fresca di maiale piuttosto grassa oppure con carta assorbete bagnata con l'olio. Versare un grande mestolo di impasto (circa 200 cc), agitando subito la padella in modo che la pasta ne copra tutto il fondo in uno stato sottilissimo prima di solidificarsi con la cottura, che avverrà in circa 8 minuti complessivi. Dopo 4 minuti voltare la zampanella, aspettare qualche istante e condirla con una noce di pesto di pancetta fresca, aglio e rosmarino distribuito su tutta la superficie con l’aiuto di due forchette e con una spolverata di Parmigiano reggiano; piegare due volte a metà e gustare caldissima.

DOVE MANGIARLE

Pizzeria Sport dei fratelli Mazzetti (Bar - Ristorante) - Montese - TUTTI I GIORNI

Viale dello Sport 20

tel. 059981854

e-mail. stef.x@libero.it

Ristorante Belvedere (Bar - Enoteca - Hotel) - Montese - LUNEDI'

Piazza Repubblica 21

tel. 059982449 - 3484280412

e-mail. info@belvederealbergo.it

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Osteria Il folletto (Trattoria - Pizzeria - Bar) - Montespecchio - SABATO E DOMENICA

Via Luccarini 30

tel. 3388627005

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Crescentine

Le crescentine sono uno dei piatti maggiormente rappresentativi dell’Appennino Modenese.

Il nome deriva dalla capacità che hanno di crescere durante la cottura, anche senza l’aggiunta di lievito, perché le bollicine d’aria incorporate durante la lavorazione si gonfiano con la cottura.
Oggi si cuociono negli stampi di metallo o nelle piastre refrattarie elettriche (usando per l’impasto anche lievito), ma un tempo si utilizzavano le tigelle, dischi di terracotta arroventati tra le braci del camino (dal latino tegere, cioè coprire). Proprio con il nome tigelle le crescentine sono conosciute in gran parte della pianura, anche se appunto questo è il nome che si riferisce più propriamente allo strumento di cottura.

 

La ricetta: per circa 24-30 crescenti, occorrono 1 kg di farina di frumento “0”, la metà del peso della farina di acqua tiepida (o metà latte e metà acqua, o latticello), un cucchiaino di sale, poco olio o strutto (facoltativo), un cubetto di lievito di birra sciolto in poca acqua (oggi è diventato indispensabile, ma un tempo non si usava: per chi volesse provare a non utilizzarlo si raccomanda di impastare manipolando molto a lungo, in modo da incorporare più aria possibile).

Impastare a lungo e con cura gli ingredienti, lasciar lievitare circa tre ore in luogo tiepido, coprendo la pasta con una grande terrina riscaldata (durante questo tempo sarebbe meglio interrompere una o due volte la levitazione manipolando con energia l’impasto), finché sarà ben lievitata; ricavare circa 24-30 palline, stenderle con il mattarello allo spessore di circa 2 cm e lasciarle riposare coperte per 15-20 minuti.

Cuocere le crescentine negli stampi di metallo riscaldati sulla fiamma girandoli spesso, o tra le piastre refrattarie.

Le crescenti sono ottime caldissime, con le carni in umido (pollo o coniglio alla cacciatora), con i salumi e i formaggi, o con il tradizionale pesto di pancetta, aglio e rosmarino ed una spolverata di Parmigiano Reggiano.

DOVE MANGIARLE

Pizzeria Sport dei fratelli Mazzetti (Bar - Ristorante) - LUNEDI' E SABATO

Viale dello Sport 20

tel. 059981854

e-mail. stef.x@libero.it

Trattoria Antica Bottega del Cerro - Montese - TUTTI I GIORNI

Via A.Righi 939

tel. 3381209031

Agriturismo La Padulla - Iola - TUTTI I GIORNI

Via Porrettana 2516

tel. 059980333

e-mail. sarabetti1986@ahoo.it

Osteria Il folletto (Trattoria - Pizzeria - Bar) - Montespecchio - TUTTI I GIORNI

Via Luccarini 30

tel. 3388627005

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Ciacci

I ciacci, che in pochissimi conoscono, sono una specialità tipica di Montese. La loro preparazione, piuttosto facile, è data da un impasto di farina ed acqua semi-solido, detto "colla", che, dopo un periodo di riposo di circa mezz'ora, viene fatto cuocere in "cotte" (piastre) di metallo scaldate sul fuoco. Ottimi da gustare conditi con il classico pesto di pancetta e Parmiggino Reggiano grattugiato(come le zampanelle) oppure farciti con salumi, formaggi.

In un contenitore piuttosto capiente preparare un impasto con 1/2 kg di farina, 15 grammi di sale e acqua quanto basta.

L'acqua va aggiunta con moderazione, altrimenti si rischia poi di dover integrare altra farina all'impasto. Si diluisce pian piano la farina cercando di mescolare molto perchè non rimangano dei grumi.
Quando la "colla" è fatta, bisogna lasciarla riposare almeno mezz'ora prima di usarla. Prima di usare l'impasto bisogna mescolarlo ancora un po'. Quando è il momento di procedere alla cottura bisogna scaldare le cotte, che una volta erano di ferro.
Ungete le cotte con dell'olio su carta assorbente oppure una cotica di maiale.
Quindi si versa un mestolo di impasto sulla cotta e, una volta steso, ci si appoggia sopra la seconda cotta.

Devono rimanere sul fuoco complessivamente 7-8 minuti, quindi sono pronti da condire.

Quando sono ancora caldi, strofinateli con con il pesto di pancetta, rosmarino ed aglio e una bella spolverata di Parmiggiano.

 

Parmigiano Reggiano di Montagna

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio a pasta dura DOP, prodotto con latte vaccino crudo, parzialmente scremato per affioramento, senza l'aggiunta di additivi.

La zona di produzione comprende le provincie di: Reggio EmiliaModenaParma e Bologna.

Con 3,8 milioni di forme, è il terzo formaggio italiano per produzione dopo il Grana Padano ed il Gorgonzola

Le origini risalgono al XII secolo e la sua nascita è collocata nell'area delle abbazie benedettine e cistercensi situate fra Reggio Emilia e Parma; tuttavia Giovanni Boccaccio nel Decameron spiega che già attorno al 1200-1300 il Parmigiano Reggiano aveva raggiunto caratteristiche del tipo moderno e quindi le sue origini potrebbero risalire a diversi secoli prima.

Dal 2013 il consorzio ha definito alcune linee guida, atte ad identificare il Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna:

  • gli allevamenti sono ubicati all'interno delle zone di montagna

  • nell'alimentazione delle bovine, i foraggi utilizzati devono provenire essenzialmente dalle zone di montagna

  • gli stabilimenti dei caseifici produttori sono ubicati all'interno delle zone di montagna

  • ogni fase della lavorazione del latte (raccolta, introduzione in caseificio, riposo notturno nelle vasche, lavorazione in caldaia ecc...) prevede che venga usato esclusivamente latte che risponde ai criteri precedenti

  • la stagionatura minima della forma di formaggio ha luogo in stabilimenti ubicati all'interno delle zone di montagna

Perciò possiamo dire che il Parmigiano Reggiano di Montese è un alimento unico, caratterizzato dalla cura dei bovini che producono il latte da parte delle famiglie di agricoltori locali, dalla collocazione geografica la quale oltre i 600m. s.l.m. è ricca di boschi e lontana da fonti inquinanti!

PRODUTTORI LOCALI CON RIVENDITA DIRETTA:

Az. Agricola - Dal Contadino - Maserno

Via Riva 450

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Caseificio Dismano - Castelluccio

Via Montebelvedere 300

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Patata di Montese

Ciò che distingue la patata di Montese dalle altre varietà presenti in commercio è il suo sapore particolare, che le deriva dalle caratteristiche dei terreni della zona di produzione, unitamente alla elevata conservabilità del prodotto senza ricorrere a trattamenti chimici.

Le varietà principalmente coltivate sono Spunta (a pasta gialla), Kennebec (a pasta bianca), Desireé (a buccia rossa e pasta gialla).

Le culture tradizionalmente impiegate sono quelle tardive e medio-tardive, con colore della polpa giallo chiaro o bianca e colore della buccia giallo o bruno rossastra. Sono escluse le varietà precoci.

Il prodotto può essere conservato fino alla primavera successiva. Durante il periodo di conservazione sono esclusi trattamenti chimici anti-germogliamento del tubero.

Potete vedere sul sito della Patata di Montese l'elenco dei produttori autorizzati a questa produzione

mentre per approfondire l'argomento, trovare ricette gustose vi consigliamo di vedere